Al giardino della salsa di Genova Puntavagno discolatina con il salsa dura party con il famoso dj Pupo, Martedì 3 Agosto 2010
MARTEDI’ 3 AGOSTO 2010 AL GIARDINO DELLA SALSA DI GENOVA PUNTAVAGNO DISCOLATINA CON IL SALSA DURA PARTY CON IL FAMOSO DJ PUPO DAL TROPICANA DI MILANO + LO SPETTACOLO DEL GRUPPO SAVONESE “EL PUEBLO BLANCO”. ANIMAZIONE CON DAVIDE FAZIO ED ANTONIO SCARTOZZI. IN PRESERATA STAGES DI CHA CHA CHA E SALSA IN LINEA.
Martedì 3 Agosto 2010 dalle 21.30 al Giardino della Salsa di Genova Puntavagno (Giardini Gilberto Govi ; 335207103 ; www.contattolatino.it <http://www.contattolatino.it/> ) diretto da Rocco Mariani serata discolatina con il “Salsa Dura Party” che vedrà protagonista il famoso Dj Pupo del Tropicana di Milano . Ospiti graditi anche i ballerini del Gruppo El Pueblo Blanco di Savona che proporranno un loro spettacolo. L’Animazione in Pista sarà curata dai ballerini milanesi Antonio Scartozzi dei Tropical Gem e Davide Fazio . In preserata Stage di Cha Cha Cha dalle 20.30 alle 21.30 con la Maestra Amelia De Martis e Stage di Salsa in Linea dalle 21.30 alle 23.00 con il Maestro Antonio Scartozzi . Possibilita’ di cenare a prezzo convenzionato presso la Pizzeria Puntavagno. Il Locale e’ all’aperto e recentemente sono stati aggiunti ben 70 mq di pista da ballo in funzionalissimo legno. In caso di Maltempo la serata si svolgera’ al coperto nell’adiacente Caribe Club.
Infopreno : Rocco Mariani 335207103
Antonello inizia la sua avventura nel mondo latino-americano nel Gennaio del 1998 in Sicilia, precisamente a Taormina, come partecipante alla prima edizione dello stage “Treno della Salsa”.
Di ritorno dal viaggio decide di frequentare uno dei corsi di salsa tenuti dalla scuola “Due Ponti” di Vimodrone: da quel momento scatta in lui la voglia di apprendere seriamente il ballo e ben presto, le sue naturali doti e carisma, lo portano ad essere convocato da uno dei gruppi di animazione più conosciuti in quel periodo. Partecipa inoltre come componente del corpo di ballo “Playa Sirena Group” al programma televisivo “Estatissima Sprint” di Canale 5.
Approfondisce sempre più le sue conoscenze, e, con le sue sole forze e tanta esperienza, riesce ad ottenere la padronanza del ritmo sia nelle gambe che nella mente. La sua passione cresce col passare del tempo, e i suoi interessi pian piano si estendono dalla semplice animazione, all’insegnamento, nonché all’attività di DJ… diventando così il più giovane artista del suo gruppo… da qui il soprannome “PUPO”.
Nel 2000, anno fondamentale per la sua “vita artistica”, Antonello parte per New York dove, nell’arco di diverse settimane, studia con alcuni dei più grandi maestri di ballo del mondo, e amplia inoltre, in maniera notevole, il suo bagaglio musicale sia culturalmente che materialmente.
Arriva così l’estate e inizia a lavorare stabilmente come Dj nel Salsodromo al grande “Festival Latino-americano di Milano”.
Nell’anno 2002 la loro collaborazione diventa sempre più importante e partecipa così agli eventi latini più in voga del momento, fino ad essere uno dei Dj ufficiali del congresso più grande d’Europa: il “Congresso della Salsa 2002” al Pala Vobis di Milano.
La sua crescita artistica passa anche attraverso il teatro dove cura la regia musicale del “Musical Salsero Hollywood and Brodway” al Teatro Smeraldo di Milano.
Nel 2003 la sua carriera di Dj diventa sempre più “importante”, trasformandosi nella sua principale occupazione.
Nel 2004 parte per Puertorico, dove approfondisce lo studio delle radici della musica latina, frequenta e ottiene anche la “graduazione” all’Università Mondiale della Salsa di Puertorico. Tutt’ora è l’unico Dj Europeo ad avere questo prestigioso attestato
Anche il 2005 è un anno ricco di soddisfazioni artistiche culminate con la convocazione come “Dj invitato” del PrSalsaCongress a PortoRico dove suona per 3 serate all’ After Hour del Congresso.
Youtube : http://www.youtube.com/watch?v=D3aZP7stE1Q
LA SALSA DURA . PROFILO.
Quello della “Salsa dura” è il movimento musicale salsero a NY
che dalla fine degli anni ‘90 costituisce il rinascimento della
Salsa nella grande mela.
Lo slogan coniato da Jimmy Bosh intitolando così un suo disco del ‘99, e poi ripreso anche da Wayne Gorbea con la sua “salsa dura del Bronx” sta appunto ad indicare un fermento di vecchi e nuovi salseri che propongono una musica allo stile di NY, uno stile che lo stesso Jimmy Bosh definiva in un’intervista “libero”, cioè libero da quegli schemi tipici della canzonetta e propiziatore di quel senso ritmico originario della Salsa, ricco di improvvisazione, oltre che di varietà di generi all’interno di uno stesso brano (Son, Rumba, Bomba, Jazz ecc ecc). In questo senso “Salsa dura” è un messaggio rivolto principalmente al bailador, tramortito dopo anni e anni di cosiddetta “Salsa Romantica”, una musica questa che lo stesso Bosh definisce lontana dalla propria tradizione, dove si sono prese ritmiche tipiche del Caribe e appiattite per un easy listening, per far emergere cantanti non soneri, di stile Pop, che con la tradizione della musica afro-antillana hanno poco a che spartire, facendoci intendere che dentro la parola Salsa in tutti gli anni ‘90 ha abbondato in realtà la musica leggera, il Latin Pop, una tendenza commerciale che ha snaturato la Salsa stessa. Quindi il movimento della “Salsa dura” è un invito nel tornare a suonare Salsa, come si faceva a Ny prima che l’industria discografica prendesse le redini del comando indirizzando il mercato verso una musica pre-confezionata e priva di autenticità e di sabor.
Fra gli artisti che possiamo annoverare a questo *rinascimento*, oltre a Jimmy Bosh e a Wayne Gorbea già citati, Los Soneros del Barrio, Spanish Harlem Orchestra, Grupo Caribe, Son Boricua. Tutti gruppi nati fra la fine degli anni 90 e l’inizio del nuovo millennio. Gruppi formati da vecchi e nuovi salseri, che stanno producendo molta musica che sta nel cuore di ogni salsero, brani antichi riarrangiati in chiave contemporanea, sia temi della tradizione salsera di NY che di quella più strettamente cubana, molti cosiddetti standards della musica del passato rifatti e risuonati. Una citazione a parte merita l’orchestra di Eddie Palmieri che a partire dal disco “Obra Maestra-Master Session” realizzato insieme a Tito Puente poco prima della sua scomparsa e proseguito poi con la “Perfecta II”, segna il ritorno a gonfie vele di questo grande Maestro nella Salsa, dopo un periodo (gli anni ‘90) dedicato principalmente a sperimentazioni Jazz.
“Salsa Dura” quindi uno slogan dei nostri tempi che sta ad indicare il ritorno a sonorità originali della ritmica afro-antillana dopo l’epopea della canzonetta romantica, e da non confondere con la Salsa vecchia, quella degli anni 70/80, a cui se si vuole dedicare delle serate da ballo, sarebbe più corretto definire “revival”, cioè la Salsa che ha fatto storia, quella che a Portorico chiamano “Salsa Gorda” appunto per distinguerla da quella “Romantica”, dal Latin Pop. Lo stesso termine “Salsa dura” è stato coniato alla fine degli anni ‘90 da Jimmy Bosh, proprio ad indicare la musica del rinascimento salsero e non quella vecchia della tradizione, che eventualmente si è sempre chiamata Salsa, senza necessità di ulteriori aggettivi.
L’etichette e le definizioni d’altro verso s’incrociano, nel versante cubano Juan Formell, il leader dei “Los Van Van” in una famosa intervista definì “Salsa dura” la propria musica, e tutta quella cubana contemporanea, ovviamente non in polemica con Jimmy Bosh (con cui ha collaborato suonando come special guest proprio nel suo disco “Salsa Dura”), ma con l’intenzione di voler dare alla musica cubana un tocco di distinzione e riconoscimento rispetto alla Salsa che si suona generalmente fuori di Cuba, e forse riferendosi anche lui alla tendenza dominante nel mercato discografico, evidentemente non considerata dall’artista altrettanto “dura”, ma anzi piuttosto “floja”.
In un mio precedente articolo pubblicato su questo stesso sito mi domandavo dove andasse la Salsa a Ny, se fosse un tuffo nel passato o un ritorno al futuro a partire dalla rievocazione del passato. Sinceramente le produzioni discografiche sin qui prodotte seppur abbiano introdotto nuova linfa per il bailador più giovane, che non conosce la tradizione della Salsa, non è che lasciano ben sperare. Nonostante il ritorno a suonare Salsa, per quanto “dura”, non s’intravede il fermento di un nuovo movimento capace di determinare nuove tendenze. New York non sembra più al centro della scena come poteva apparire in tempi passati e questo rinascimento sembra produrre solo il senso della rievocazione, la celebrazione del ricordo, il tuffo nel passato che non ritorna.
Più che un “rinascimento” che apre prospettive nuove sembra una rievocazione del passato: una trasmissione alle nuove generazioni di quella musica di un tempo, opportunamente (ma non sempre felicemente) riarrangiata, un messaggio a quelle generazioni più giovani, che a NY più che altrove nello scenario esteso del Caribe sembrano comunque disinteressarsi alla Salsa; forse una musica che non rispecchia più la loro nuova condizione di *integrati* nel contesto nord-americano, quello stesso contesto che alla latitudine del Bronx qualcuno comunque continua a vivere con identità latina, producendo musica in clave, fedele alla tradizione, alle origini, una Salsa condita allo stile di NY, quello descargoso del Son con Rumba, del Jazz con Bomba, insomma La Salsa!!!
Questa musica che suonata oggi, qualcuno sente il bisogno di definire “dura” per necessità: troppa musica Pop ha abusato della parola Salsa per fare il suo business, fino a (per tanti nuovi arrivati) confondersi con essa. “Dura” quindi per necessità, per distinguersi dall’altra, da quella “Monga”, quella che purtroppo è stata anche qui in Italia la colonna sonora abituale di tanti bailadores, e che adesso da questi viene percepita come un nuovo filone salsero.
Niente di tutto questo: la “Salsa dura” è la musica che si sta suonando adesso a NY, nel tentativo di recuperare una tradizione che si era persa. “Salsa vecchia” invece è la tradizione stessa, quella della Salsa prima dell’ubriacatura Pop, i gloriosi anni ‘70 e ‘80
In questa rubrica l'Avvocato Durelli risponde ai nostri quesiti trattando un problema sempre più sentito: l'inquinamento acustico.